Fletto i muscoli e sono nel vuoto
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Alle volte ripensando a dei posti, a delle persone che ho smesso di frequentare [magari per lontananza o mancanza di tempo] mi domando se ho lasciato "un segno". Dev'essere brutto guardarsi indietro e scoprire che in realtà nessuno si ricorda di noi.
Sto blog sta diventando un po' triste..ma la notizia mi ha colpito particolarmente.
Il Grande Marlon Brando se ne va, lascia in suo ricordo la sua bravura...
WASHINGTON - Il celebre attore Marlon Brando è morto in un ospedale di Los Angeles. La conferma del decesso dell'attore, che aveva 80 anni, è arrivata dal suo avvocato. La notizia del decesso era stata data da una tv locale dell'Arizona, che aveva raccontato di due chiamate ai vigili del fuoco dall'abitazione dell'attore, la scorsa notte, entrambe annullate.
Marlon Brando nasce a Omaha, in Nebraska, il 3 aprile del 1924. Figlio di un fabbricante di prodotti chimici di origine francese (il cognome Brando deriva dal francese Brandeau) e dell'attrice Dorothy Pennebaker che. La sorella Jocelyn è anche lei attrice. Frequenta l'Accademia militare del Minnesota e nel 1943 si iscrive alla Nuova scuola per la ricerca sociale. Debutta sulle scene con una compagnia di Long Island mentre frequenta corsi di danza con Katherine Dunham.
Fondamentale è il suo incontro con l'Actor's studio. Nel 1947, sotto la direzione di Elia Kazan, nella messa in scena di "Un tram che si chiama desiderio" (A streetcar named desire) di Tennessee Williams è il protagonista Stanley Kowalski. Durante le repliche Brando cambia le battute di Williams ma lo scrittore, chiamato dalla produzione, rimane tanto strabiliato dall'interpretazione dell'attore da lasciargli carta bianca. Nel 1950 appare per la prima volta sul grande schermo con "Uomini - Il mio corpo t'appartiene" (The men) di Fred Zimmerman e già da questa prima pellicola Brando si impone, con i suoi silenzi e il suo metodo di recitazione, con la personalità scostante e brusca tipica dei suoi personaggi.
E' il primo attore seguace del "metodo Stanislavsky" a diventare un mito del cinema, si potrebbe quasi definire come il "metodo" personificato. Per interpretare "Il selvaggio" (The wild one) nel 1953, frequenta bande giovanili come quelle del film e finisce addirittura in prigione per una notte.
Durante il provino per "Il Padrino" (The Godfather) di Francis Ford Coppola, improvvisa il trucco perfetto per Don Vito Corleone: i capelli tenuti indietro con la brillantina, le guance, imbottite di kleenex, e la fronte sfumata con il lucido da scarpe.
Appare in due film italiani: "Queimada" di Gillo Pontecorvo nel 1970 ed "Ultimo tango a Parigi" di Bernardo Bertolucci (1972). Unica esperienza da regista, la direzione del film western "I due volti della vendetta" (One-eyed Jack).
Due gli Oscar: uno per "Fronte del porto" (On the waterfront) di Elia Kazan nel 1954 ed uno per "Il Padrino" (The Godfather) di F.F. Coppola, nel 1973, che fa ritirare da una giovane apache per spiegare il suo rifiuto politico del premio, vista la discriminazione di Hollywood verso i nativi americani. Nella sua vita privata, tre matrimoni e sette figli, di cui il maggiore, Christian, nel 1990 condannato a dieci anni di carcere per aver ucciso l'amante della sorellastra Cheyenne, la quale, dopo due tentativi falliti, si suicida nel 1995.