Fletto i muscoli e sono nel vuoto
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Sono al lavoro e mi annoio dato che molti uffici di clienti e fornitori hanno chiuso sino al 9. Natale se n'è andato e se non fosse per gli addobbi in strada e il presepe a casa, mi sembra quasi che non sia mai nemmeno arrivato: ho sentito, persino, nostalgia dei pranzoni da nonna con tutto il parentame roccolano [pequando ero più piccola li vedevo come un incubo O_o .] Il 25 non avevo granchè da fare e ho deciso di guardarmi, finalmente, Million Dollar Baby. Direi che merita i premi vinti....ho pianto come una fontana e la recitazione della Swank mi ha convinto totalmente. Ho preferito la prima parte con la scalata al successo, rispetto alla seconda più drammatica. Per un attimo mi è anche balenata la pazza idea di informarmi per poter praticare la boxe [sono malata, me ne rendo conto ._.]. Comunque è un film che merita di essere visto e son contenta di aver occupato così un pomeriggio che, altrimenti, sarebbe stato di una noia mortale.
Ho un rapporto conflittuale con il Natale: le luci in giro mi hanno messo di buonumore, ora è tornato quel senso di tristezza/angoscia che mi pervade durante queste festività. Vorrei tornare bambina, a volte..
Il mercante di Venezia: belle scenografie e bei costumi, per un film che non mi ha colpito particolarmente. Pacino sempre ottimo [grande doppiaggio di Giannini], Jeremy Irons un po' sottotono e il resto del cast senza infamia nè lode. Mi aspettavo di più, però sono incuriosita dall'opera di Shakespeare... dovrò leggerla, intanto mi segno questa bella citazione:
"Non ha occhi un ebreo? non ha un ebreo mani, organi, membra, sensi, emozioni, passioni? non si nutre dello stesso cibo, non è ferito dalle stesse armi, non è soggetto alle stesse malattie, non è scaldato e gelato dalla stessa estete e dallo stesso inverno come un cristiano? se ci pungete, non facciamo sangue? se ci avvelenate, non moriamo?"
Romanzo Criminale: decisamente un bel film. Mi ha colpito positivamente la ricostruzione della Roma anni 70/80: davvero molto curata, anche nei più piccoli particolari. La recitazione è mediamente buona: c'è chi spicca di più [a mio avviso Pierfrancesco Favino nei panni di Libano] e chi un po' meno [Stefano Accorsi nei panni del commissario] ma comunque non tocca mai la "teatralità" tipica dei film nostrani, che solitamente mi da un fastidio assurdo. Anche la colonna sonora non è malaccio... le due ore e passa sono trascorse via abbastanza velocemente. Alcuni "collegamenti" all'interno della trama non mi convincono del tutto, ma è un'impressione a "pelle" dato che gli accadimenti di quel periodo non li conosco benissimo.
Ho un altro paio di film sottomano e tanti altri che m'interessano in lista. Mi piacerebbe avere molto più tempo libero, ma vedrò di farcela comunque...

Che dire? Dopo i commenti entusiasti mi aspettavo di più. Lo spunto iniziale non era affatto male, ma piano piano diventa abbastanza scontato, il colpo di "scena" e il finale me li ero immaginati a metà film. La recitazione non è niente di entusiasmante, l'interpretazione che mi ha colpito di più è quella di Vincent D'Onofrio..ma sono anche un pochino di parte, dato che lo adoro dalla prima volta che lo vidi nei panni di Palla di Lardo.
Comunque per una serata poco impegnativa il film è affittabile.
C'è il cielo grigio e l'aria è gelida, fortunatamente oggi pomeriggio ho la giornata libera e ho deciso di dedicarmi ad un po' di relax. Stamattina ho lavorato, quando sono uscita sembrava di stare in un film horror, stile 28 giorni dopo: non c'era nessuno in giro ed io, con le mie occhiaie, avrei potuto fare benissimo lo zombie...
Come mi aspettavo la mattinata è stata piatta, ho visto giusto due operai e ho sentito un paio di volte il mio capo...ho potuto dedicarmi alla lettura. Ho finito "Ultime notizie dalla famiglia"
Mi mancherà Malaussène, mi mancheranno il Piccolo dagli occhiali rosa e Jèremy, mi mancheranno Therèse e le sue predizioni, Clara e la sua macchina fotografica, Julie la giornalista, Gervaise, Titus e Silistri, Verdun, Signor Malaussène e tutti gli altri bizzarri personaggi di Belleville. Questa saga mi ha proprio appassionato, divertito e fatto sognare.
A volte tra quelle pagine mi son quasi sentita a casa, mi è quasi sembrato di sentire il calore della famiglia..per non parlare poi dei sorrisi che mi ha strappato.
Questi libri mi sono entrati nel cuore e son proprio contenta di aver dato questa possibilità a Pennac e al suo bellissimo modo di raccontare.
Perchè i clienti hanno da ridire sempre e solo al momento del pagamento? Perchè il lavoro altrui non è più onorato? Onestamente non capisco e non ce la faccio più a vedere gente che pretende, pretende e poi quando è ora di fare la sua parte si attacca a tutto. Il più delle volte non parliamo nemmeno di persone in difficoltà, ma di ricconi viziati che si lamentano ogni volta che è ora di mettere mano al portafogli. Basta, basta, basta. Non ce la faccio più!!!